LA FAVOLA DELLE STELLE VIOLA, INVISIBILI ALL'OCCHIO UMANO

Ti sarà capitato almeno una volta nella vita di sentirti frainteso. Agli occhi dei tuoi genitori, dei tuoi amici, dei tuoi colleghi magari. Ci si sente sicuri di aver espresso un concetto chiaro, un’immagine di noi stessi in linea con quello che vogliamo far vedere. Ma dall’altra parte, agli occhi degli “spettatori”, appariamo diversi in modi che magari ci spaventano e disprezziamo. O che ci lusingano e ci dipingono meglio di quello che pensiamo di meritarci, come agli occhi delle persone che amiamo.

Da piccoli ci hanno spiegato che si parla di punti di vista. Che situazione incredibilmente umana, non trovi?

E se ti dicessi che questo stesso fenomeno si verifica anche quando guardiamo le stelle del cielo, mi crederesti?

Tutto si basa su un concetto molto semplice: quello che noi percepiamo come realtà, è una somma di input filtrati dai nostri sensi. Se i nostri sensi sono fallaci, limitati e soggetti ad “errori”, la nostra visione del mondo sarà in qualche modo “sbagliata”.

Ti faccio un esempio: le stelle che popolano il cielo sono, per quanto ne sappiamo, infinite (o perlomeno talmente tante da superare le concezioni umane di quantità realmente immaginabili). Eppure, anche nella notte più limpida, con il telescopio più tecnologico sul mercato, non potrai mai osservare una stella viola. Ne troverai di gialle, rosse, blu, bianche. Ma non viola.

Guardo le stelle nel cielo.

Tra le stelle che osservo non ci sono stelle viola.

Le stelle viola non esistono.

Un sillogismo aristotelico perfetto. Semplice, lineare.

Oppure, dato quello che ci siamo appena detti, PER NOI le stelle viola non esistono.

Quello che abbiamo scoperto infatti, è che l’occhio umano non percepisce tutti i colori allo stesso modo. Senza entrare troppo nei tecnicismi (link per approfondire), questo grafico mostra la sensibilità dell’occhio umano rispetto ai vari colori. Come puoi ben vedere, il viola è relegato ad una coda alla sinistra, subito dopo un prepotente blu. Quasi sempre le stelle emettono luce su tutto lo spettro visibile, ma hanno un picco di intensità centrato su un particolare colore. Anche se il picco fosse centrato sul viola, l’occhio tenderebbe a percepire la componente blu (che è quella più vicina) in maniera preponderante.

 

Se questo non bastasse, questo picco non può effettivamente essere sul viola. Infatti il colore effettivo di un una stella può essere descritto dal cosiddetto locus di Planck, che assomiglia alla curva nera in questo diagramma. 

Il diagramma ci dice che le stelle visibili possono essere di un rosso tenue, poi arancione, poi giallo, poi bianco e infine azzurro. Fine. Non tutti i colori sono rappresentati: la linea non incrocia mai il verde o il viola. La ciliegina sulla torta é che all'aumentare della temperatura, quella linea converge al blu. In altre parole, non potresti mai aumentare la temperatura tanto da far apparire una stella viola. Piuttosto, anche gli oggetti più caldi continuerebbero ad apparire blu, emettendo solo più luce.

La morale di questa storia?

I nostri sensi sono incredibili, ci permettono di leggere il mondo che ci circonda con precisione ed una velocità incredibile. Ma sono fallaci. Per compensare, dobbiamo usare il nostro senso senso, il senso critico.

Il nostro incredibile cervello ci permette di analizzare i dati dei nostri sensi, persino di metterli in discussione. Come quando leggiamo una news online e decidiamo di verificarne le fonti per capire se ti tratta di una bufala, ritagliamoci del tempo per fare la stessa cosa con le persone. La nostra prima impressione non è sempre la più veritiera.

La realtà, quella “vera”, potrebbe sorprenderci.

Non essendo limitato dalle leggi della fisica, il team di (Back) to the Moon ha deciso di raccontarci un universo alternativo, dove tutte le stelle sono delle tele bianche, in attesa di essere colorate dagli occhi di chi le osserva. Ed invece del solito nero spaziale, lo spazio di questo universo è viola, un tributo a quelle stelle che, nel nostro universo, non possiamo ammirare se non andando oltre le apparenze.



(Purple) Stars è lo zaino che ha ispirato questo articolo di Raffaele Farinaro